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martedì 4 dicembre 2012

Prime pioggie e prima neve sui rilievi più alti. Mesi di passaggio prima del vero inverno. All'inizio fa particolarmente freddo solo di mattina. Poi comincia a fare freddo sia di mattina sia di sera. Infine fa freddo tutto il giorno. Ci si sveglia con le prime gelate serie, quelle in cui si passano parecchi minuti col raschietto a grattare via il ghiaccio dal parabrezza. E ci si addormenta solo dopo aver bevuto una tazza di thè bollente.




I piccoli ritardi degli autobus e dei treni acquistano un peso maggiore, ora che si sta in piedi con l'aria gelida che batte sulle gambe ed un brivido freddo umido nella schiena.



La bici riposa in garage, pulita, ingrassata, in attesa di una bella giornata di sole e fango... ma dovrà attendere. Gli scarponi sono ancora infangati dall'ultima notte/bivacco all'aperto: reduci di una corsa sotto la grandine per arrivare alla macchina prima che si scatenasse la tempesta. (Pessima notte per bivaccare: va bene dare minor peso alle previsioni meteo - sempre catastrofiche - ma ignorarle con superficialità è da stupidi e si paga...).


 
I finesettimana sono trascorsi a leggere. Ci si aggiorna su cosa accade nel mondo (rivista Internazionale). Si leggono un paio di pagine da un libro di Saramago, due racconti di Sepùlveda. Un buon cd "suona" a volume medio-basso. Ogni tanto un pallido sole fa mettere il "muso fuori": un buon motivo per fare due passi e mettere ordine attorno casa.

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